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Legenda articolo "Decodificare le Frese Dentali: Guida Completa a Gambo, Materiale, Forma e Grana"
Ciao Collega! Apriamo un cassetto qualsiasi nel nostro studio e veniamo sommersi da un universo di frese dentali: decine di forme, colori, materiali. Scegliere quella giusta al momento giusto è fondamentale per l’efficienza e la qualità del nostro lavoro, ma districarsi tra sigle come FG, CA, numeri ISO e bande colorate può essere una sfida. Quante volte ci siamo chiesti se per quella preparazione fosse meglio una fresa a palla o una cilindrica, diamantata o in tungsteno?
Questo articolo nasce proprio per fare chiarezza. L’obiettivo è creare una guida semplice e completa per decodificare il sistema di classificazione delle frese dentali. Analizzeremo passo dopo passo ogni elemento – dal tipo di attacco al materiale, dalla forma alla grana – per trasformare quella che a volte sembra una scelta complicata in una decisione rapida, logica e consapevole.

La prima, fondamentale distinzione tra le frese riguarda il gambo, ovvero la parte che si inserisce nel manipolo. La scelta dipende esclusivamente dal tipo di strumento rotante che intendiamo utilizzare. Confondere gli attacchi non solo rende impossibile l’uso della fresa, ma può danneggiare i nostri strumenti.
Esistono tre tipologie principali di attacco, standardizzate a livello internazionale:


La parte attiva della fresa, quella che taglia, può essere realizzata principalmente in due materiali, ognuno con indicazioni specifiche. La scelta dipende dal tessuto che dobbiamo trattare e dal tipo di azione che vogliamo ottenere: taglio netto o abrasione controllata.
Le frese in carburo di tungsteno sono strumenti da taglio per eccellenza. La loro testa è dotata di lame (o taglienti) la cui geometria e numero determinano l’aggressività e la finitura.

Caratteristiche principali:
Sono la scelta ideale per la preparazione di cavità conservative, la rimozione di carie e la finitura di restauri.
Le frese diamantate funzionano per abrasione. La loro testa è ricoperta da particelle di diamante industriale di varia granulometria, legate a un substrato metallico.

Sono lo strumento d’elezione per lavorare sui tessuti duri come lo smalto e la ceramica. La loro efficacia è direttamente proporzionale alla dimensione dei granuli di diamante.
Per standardizzare a livello globale l’enorme varietà di frese esistenti, l’Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione (ISO) ha sviluppato un sistema numerico a 15 cifre. Tuttavia, nella pratica quotidiana, ci si concentra su due aspetti chiave di questo codice: la forma della testa e la grana del diamante, quest’ultima identificata da una banda colorata sul gambo.

Il codice colore ci permette di identificare a colpo d’occhio la granulometria delle particelle di diamante e, di conseguenza, il potere abrasivo della fresa.
La forma della testa è invece identificata da un codice numerico ISO. Anche se non è necessario impararli tutti a memoria, riconoscere i più comuni è utile:
Comprendere questo sistema di classificazione trasforma il cassetto delle frese da un assortimento caotico a una cassetta degli attrezzi logica e organizzata, permettendoci di selezionare con precisione e sicurezza lo strumento perfetto per ogni procedura clinica.
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