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Legenda articolo "Frese Diamantate: Guida alla Scelta della Grana Giusta"
Benvenuti colleghi nel cuore tecnico della nostra professione. Se c’è uno strumento che impugniamo per la stragrande maggioranza del nostro tempo clinico, quello è il manipolo rotante. Tuttavia, troppo spesso la scelta della fresa si limita alla forma (cilindrica, conica, a fiamma) trascurando un parametro che determina la qualità biologica e meccanica della nostra preparazione: la granulometria. Saper leggere e interpretare correttamente la grana frese diamantate non è solo una questione di efficienza operativa, ma di rispetto per i tessuti dentali e di longevità dei restauri. In questo articolo, analizzeremo il codice colore standardizzato e come ogni fascia cromatica corrisponda a una precisa fase clinica, dalla distruzione massiva alla lucidatura a specchio.

Scopri i diversi modelli di frese diamantate disponibili sul nostro sito.
Per fortuna, l’industria dentale ha adottato da tempo una normazione che ci permette di lavorare con predicibilità, indipendentemente dal produttore della fresa. La norma ISO 7711 regola le specifiche degli strumenti rotanti diamantati, stabilendo una correlazione diretta tra il colore dell’anello posto sul gambo della fresa e la dimensione media delle particelle di diamante incastonate nella matrice metallica. Ignorare questo codice significa rischiare di surriscaldare la polpa con una grana troppo fine in fase di taglio o, viceversa, di lasciare solchi profondi con una grana troppo grossa in fase di rifinitura.

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Per orientarci rapidamente durante la frenesia della pratica clinica, è utile avere ben chiaro lo schema cromatico e la relativa granulometria espressa in micron. Ricordiamo che la dimensione dei grani influenza direttamente la rugosità superficiale residua (Ra) e la velocità di asportazione.
Ecco la classificazione standard che dovremmo sempre tenere a mente:
Quando ci troviamo di fronte a una vecchia riabilitazione da smantellare o a un dente fortemente compromesso da preparare per una corona, l’istinto è quello di rimuovere tessuto il più velocemente possibile. Qui entrano in gioco le frese a grana grossa e super grossa. La scelta della corretta grana frese diamantate in questa fase è cruciale per evitare lo sviluppo eccessivo di calore frizionale.
Le indicazioni specifiche per le grane nere e verdi includono:
È fondamentale ricordare che queste frese lasciano una superficie dentinale estremamente rugosa e uno smear layer spesso e irregolare. Non devono mai essere utilizzate per avvicinarsi ai margini di finitura o in prossimità della polpa senza un’adeguata irrigazione, poiché l’attrito generato dai grani di grandi dimensioni è notevole.

La fresa ad anello blu è il cavallo di battaglia dell’odontoiatria conservativa e protesica. Con una granulometria media, offre il miglior compromesso tra velocità di taglio e qualità della superficie. Molti colleghi utilizzano questa grana per l’intero processo di preparazione, ma questo approccio può essere migliorabile. La grana media è ideale per definire la geometria primaria della cavità o del moncone, stabilire gli assi di inserzione e creare lo spazio interocclusale necessario. Tuttavia, fermarsi alla grana blu significa lasciare una superficie con microritenzioni di circa 100 micron, che possono risultare eccessive per l’adattamento preciso di un restauro indiretto o per una corretta ibridazione adesiva.
Il segreto di un restauro che dura nel tempo e che non irrita i tessuti parodontali risiede nella gestione della superficie finale. È qui che il passaggio alle grane fini ed extra fini diventa obbligatorio. L’obiettivo non è più rimuovere tessuto, ma rettificare la superficie rendendola compatibile con i materiali da restauro e con il parodonto.
Nella protesi fissa, la lettura del margine è tutto. Un margine preparato solo con grana grossa apparirà frastagliato al microscopio e renderà difficile la presa dell’impronta, sia essa analogica o digitale.
Per ottenere un margine netto e leggibile, vi suggerisco questa sequenza operativa:
L’utilizzo di una granulometria progressivamente più fine riduce la ruvidità superficiale (Ra) a valori inferiori a 10 micron. Questo ha un impatto diretto sulla salute gengivale: una superficie liscia trattiene meno placca batterica e favorisce l’adesione dei tessuti molli o il mantenimento del solco in salute. Inoltre, nelle procedure adesive, una dentina tagliata con grana fine presenta uno smear layer più sottile e facile da gestire con i moderni sistemi adesivi self etch o universal.
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